Azzoni chi??!

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Uno stralunato pomeriggio di fine millennio, il registratore a cassette della mamma, la Fuga I da Die Kunst der Fuge, una poesia di J.L.Borges. A quel pomeriggio, a quelle amate note e parole, a quei nastri diafani, dai suoni distanti (e perduti), dobbiamo ciò che ci spinse giù per la china. Questo essere in caduta è poi ciò che si è. Divenire è cadere. L'entropia.
Lo spartito come punto di partenza venne poi tralasciato per l'improvvisazione pura.
Ci salvarono da una produzione eccessiva e documentata il rombo cupo che dominava le registrazioni di quegli anni, la mancanza di una identità, lo smarrimento dei supporti.
Di molte cose rimane solo la memoria di una sensazione di un riascolto. Di altre, neppure.

Fin qui, e fino a quando ci sarà concesso, siamo Duo Azzoni, lunghe pause, oblii, acquisti di materiale costoso, versi vecchi e nuovi, accordature, accordatori, scordature, accordi, dimenticanze, discussioni, silenzi, note, tram, pause, accordi, accenti, parole, tremoli, flicorni, scritti richiesti, cronache, domande, nuovi acquisti, poesie rubate, muggiti...

Molto in poco: uno suona, l'altro pensa a cantà.

Più o meno.

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Ah si, noi musicheremo

Ah si, noi musicheremo
questo pure, anche quello che hai appena letto, oh me e te socio e voi, altri stimatissimi cinque fan

Uno buono, sornione, affezionato,
uno celebre, importantissimo per noi, padre naturale e spirituale
uno bravo, entusiasta, che stima troppo
uno che ancora non conosco
un altro pure che, descritto, mi sta simpatico.